Articoli con tag 100 e lode
È finita… da 100 e lode
1Mi sale un brivido a scrivere questa frase, ma di fatto è la realtà: la mia carriera scolastica è finita.
Ho visto, quasi per sbaglio, le foto del mio primo giorno di scuola. Ero così contento, spensierato. Ero 80 cm più basso ed ero biondo. La cartella mi schiacciava da tanto che era grossa, e le mie spalline facevano un po’ di fatica a tenerla su.
Son passati 14 anni e mezzo da quel giorno, ed essere arrivato alla fine mi sembra davvero qualcosa di irreale. E’ tutto finito Giovedì 28 Giugno, quando ho avuto il colloquio. I complimenti e i sorrisi ricevuti dalle commissarie (tutte donne) mi avevano rassicurato.
Venerdì scorso, alle 22.00, mentre nella palestra della scuola si ballava il liscio, io e Cristina siamo passati a vedere i risultati. Il mio è stato 100 e lode. Cento, e lode. Wow. L’unica persona nella scuola ad averlo preso. Quasi imbarazzante.
Che dire. Non posso scrivere “Beh sì, in fondo me lo sono meritato”, perché suonerebbe come se volessi vantarmi o cosa, e non voglio farlo. Non posso scrivere neanche “Devo ringraziare la prof.ssa Tizia per tutto il suo aiuto”, perché suonerebbe come se non me lo fossi meritato. Certamente è un risultato che non pensavo si potesse realizzare. Ma è un risultato che ha premiato una certa filosofia, un po’ singolare, forse, purtroppo.
La mia filosofia, quella di fare quello che c’era da fare, evitando i comportamenti preferiti degli studenti. Impararsi le cose a mente senza usare il cervello, leccare i piedi, strafare o non fare un tubo, angosciarsi fino alla paranoia, illudersi o deprimersi. Niente di tutto questo. Sono stato semplicemente me stesso. Non mi sono uniformato ai comportamenti standard. Ho studiato, ho fatto il mio… e direi che è stato un successo.
I compagni? Alcuni di loro si sono dimostrati talmente invidiosi e ossessionati dalla competizione l’uno con l’altro, che sembrano rimasti ai tempi della quinta elementare, dove si faceva a gara a chi pigliava il voto più alto. I professori? Vittime, più o meno innocenti, di un sistema che non riesce a valorizzare lo studente, ma lo sottopone a regole inflessibili che non si adattano alla sua maturità (quando c’è) e alla sua crescita culturale. Tutto il resto è una storia di disorganizzazione, di vecchiume, di un sistema che vive fuori da quella che è la realtà delle cose.
A me mancheranno i temi di italiano, forse. Mi mancherà qualche professore, mela sana in un cesto di mele marce. Mi mancherà qualche compagno, quelli che hanno il sale in zucca. Il resto sono felice di essermelo lasciato alle spalle, sperando che il futuro mi regali qualche soddisfazione in più.
Ehi! Se sei un mio compagno di classe e ti senti deluso da quello che ho scritto, fermati un minuto e rifletti: sei sicuro di avere ragione di offenderti? Potresti essere, in realtà, tra quelle persone che in realtà sono state preziose durante questi anni di scuola (e ce ne sono, eccome…). Insomma: chi non si è mai creato problemi con me (perché io problemi con gli altri non me ne sono mai creati), sappia che quello ho scritto non lo riguarda.
