Scuola
Specializzazione, si salvi chi può
0Oggi è arrivata in classe una lieta novella: da lunedì a scuola riprenderanno i corsi di specializzazione.
Cosa sono? Ve lo spiego io: professionisti pagati dalla Scuola perché ci vengano a fare 6 ore settimanali di “approfondimento”, “specializzazione”, “orientamento” e una serie di altri nominativi importanti che francamente non ricordo ma che esprimono tutto il contrario di ciò che realmente accade.
Perché chi arriva è gente che non ha la benché minima preparazione come insegnante e perciò o si impone con metodi hitleriani e assegna chili e chili di robe da studiare, oppure si fa sopraffare da quella vena di anarchismo presente in tutte le classi e durante le sue ore l’aula si trasforma in un dormitorio-scannatoio-piazzadelmercato.
Oltre a queste lezioni scolastiche bisogna fare uno stage ogni anno: ti spediscono in aziende della provincia (a volte quasi a loro insaputa) dove ti vedono più come un rompipalle che un apprendista bisognoso di attenzione. Così ti mettono a fare lavori illustri tipo l’imbustatore di lettere (chiamiamoci General Correspondency Manager), il fotocopiatore 24/7 (Copying Department Grand Manager) o il pulitore d’archivi (Archive Cleaning and Unpowdering Responsable).
Il corso ha un tetto minimo di ore di presenza, che nessuno in 2 anni è stato ancora in grado di spiegarci quanto realmente sia. Chi dice il 20% delle ore totali, chi dice 50 ore, chi dice 100, chi scarica la domanda ad un altro che ne capisce meno di lui, insomma un gran casino in pieno stile Einaudi.
Sotto quell’oscuro tetto non è possibile dare l’esame di specializzazione valido per ricevere un attestato alla fine della scuola. Bisogna dire che vale veramente la pena fare più di 900 ore di sbattimento, per poi alla fine avere un foglio con scritto “Tizio Caio ha fatto un corso riconosciuto solo a livello provinciale su come dormire in classe“.
Essendo quindi i corsi non molto invitanti, capita spesso che qualcuno se ne resti a dormire a casa – perché in classe è scomodo. Solo che c’è quel problema delle assenze che nessuno sa quanto siano. Per risolvere questo annoso problema ho inventato questa comoda e economica carta per la ricarica!
Disponibile in vari tagli da 10, 25 e 50 ore, ognuna con un diverso dirigente scolastico (in quella da 50 vediamo il grosso grande Preside), permette di recuperare in modo semplice e veloce le ore di corso perse. Sono un genio, merito il Nobel.
