Computer

Schermate blu con cmudaxp.sys

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Ieri è arrivata – dopo qualche disavventura col corriere – la mia nuova scheda audio: una Asus Xonar D2X. Dopo l’acquisto dei Bose Companion 3 v2, era l’ora di abbandonare il comunissimo chip integrato Realtek HD e dotarsi una scheda separata, in modo da poter avere un maggior controllo delle impostazioni audio e di sgravare dalla CPU l’elaborazione dell’audio.

xonar_d2x_cmudaxp.pngPer riferimenti tecnici sulla Xonar D2X (e per vedere come essa stracci una scheda basata su chipset Creative) vi rimando alla recensione di Elite Bastards. Quello di cui vi voglio scrivere è come ho risolto un problema che mi ha fatto sudare freddo: in pratica, tutte le volte che tentavo di guardare un qualsiasi filmato con l’audio, il computer si bloccava con una schermata blu. Il problema risiedeva nel file cmudaxp.sys che, manco a dirlo, è parte dei drivers della scheda audio (ebbene sì, utilizza chip C-Media…).

Dato che su Internet si leggono decine di persone con problemi identici, tutti legati a questo maledetto file cmudaxp.sys, vi descrivo ciò che ho fatto per uscire da questa situazione.

  1. Disinstallare i drivers della vostra scheda audio attuale (che sia la D2X o qualsiasi altra scheda con chip C-Media è lo stesso);
  2. Disinstallare (se non si ha già provveduto) i drivers della scheda audio utilizzata precedentemente. Nel mio caso ho disinstallato i drivers Realtek;
  3. Disinstallare tutti i codec e/o i codec pack installati sul vostro sistema, utilizzando il relativo programma di disinstallazione;
  4. Riavviare il computer;
  5. Entrare nel BIOS della vostra scheda madre e disattivare l’audio integrato (solitamente è nella sezione “Integrated peripherials”, “Onboard devices” et similia). Ovviamente, salvare e uscire;
  6. Assicuriamoci di non avere il CD d’installazione della scheda audio nella nostra unità ottica;
  7. Se tutto va bene, appena Windows partirà, cercherà invano i drivers della scheda audio: nel passo precedente abbiamo tolto il CD dei drivers perché altrimenti Windows avrebbe automaticamente trovato quelli memorizzati su quel supporto, ma non è questo che vogliamo. Diciamogli pure di “Non richiedere l’installazione dell’hardware” e ignoriamo i messaggi di errore;
  8. Eseguire una pulizia accurata del registro di sistema utilizzando un’utility apposita. Personalmente ho usato una trial version di Registry 1st Aid, ma probabilmente molti altri tools gratuiti sono in grado di fare la stessa cosa;
  9. Eseguire una pulizia dei componenti drivers rimasti nel sistema utilizzando Driver Cleaner (non sono a conoscenza di alternative gratuite a questo programma, ma per 9.99$ penso che tutti possano farci un pensierino). In pratica, in questo programma si fa carico di rimuovere completamente – nel senso che non ve ne rimanga nessuna traccia – i drivers che gli indichiamo di togliere. Nel mio caso ho selezionato la voce “Realtek Audio”;
  10. Riavviare;
  11. Procedere all’installazione dei drivers della scheda audio: possibilmente preferite drivers affidabili, come quelli distribuiti nella confezione della vostra scheda, oppure quelli più aggiornati ma in versione rigorosamente stable. Eviterei i drivers ancora in versione beta;
  12. Procedere alla reinstallazione dei codec o dei codec pack che abbiamo rimosso all’inizio di questa procedura.

Fatto questo, non vi rimane che incrociare le dita e sperare che il problema sia risolto. Per me è stato così.

In rete leggo che l’unica alternativa a questi dodici passaggi è la formattazione. Io mi trovo su un computer formattato da nemmeno dieci giorni e, in tutta franchezza, ierisera non mi andava di formattare di nuovo.

In bocca al lupo e buon divertimento con la vostra nuova scheda. Se anche voi avete scelto una D2X, non temete: i sacrifici che avete fatto per farla funzionare saranno appagati da un suono veramente limpido.

Note di redazione: con questo post inauguro l’aggiornamento a WordPress 2.5.1 (nel caso non aveste ancora provveduto ad aggiornare il vostro blog, correte ai ripari perché c’è molto allarmismo su un problema di sicurezza delle versioni precedenti) e il trasferimento del dominio presso un nuovo hoster. Hoster probabilmente sovradimensionato per le mie esigenze, ma non ne potevo più del vecchio. Sto inoltre attendendo impaziente l’attivazione di un’ulteriore chicca, una cosa terribilmente geek

Tornate a dare un’occhiata nei prossimi giorni!

FlashGet calls home

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FlashGet è uno dei più famosi download manager sul mercato, che vanta una storia di ormai dieci anni (io lo uso da almeno 6).

Durante questi dieci anni non è stato esente da critiche e sospetti, in quanto le prime versioni contenevano diversi spyware, tra cui Cydoor, che potevano essere rimossi solo acquistando il software. E così è stato per almeno 7-8 anni, anni segnati dalla sostanziale assenza di nuove versioni del software.

Negli ultimi tempi è ripreso lo sviluppo e FlashGet è diventato gratuito. Gratuito e 100% spyware-free, almeno così dice il sito. Ma evidentemente questa “assenza” è stata sopperita in altro modo: qualche giorno fa stavo spippolando nel mio firewall ed ho notato che FlashGet esegue una marea di connessioni a siti sconosciuti.

Questa è una lista parziale:

es1.zcominc.com (il flusso di dati con questo sito è continuo)
dl.flashget.com (per aggiornamenti del software?)
bbs.flashget.com (per aggiornamenti del software?)
stat.flashget.com (per statistiche del programma?)
s2.flashget.com:28221
80.239.200.101-2-4-6-7-8-9-11:3004 (servers su carrier Telia)
72.51.37.237:8899
66.199.250.170:8911
80.252.110.146:4661
219.239.90.172:28221
62.241.53.2-4-14-15-16-17:4246
222.186.190.39:4073

Questi tentativi di connessione sono stati loggati mentre FlashGet era aperto, senza alcun download in esecuzione. Il flusso di dati è minimo: la velocità di upload è nell’ordine dei bps, quindi è praticamente impercettibile per l’utente. Non si sa cosa FlashGet invii a questi indirizzi: si può dare libero spazio alla fantasia per tentare di capire cosa i programmatori del software cinese vadano carpendo.

Suggerisco di abbandonare questo software. Personalmente sono migrato ad Orbit Downloader, che non ha di questi problemi ed ha interfaccia e funzioni simili a quelle di FlashGet.

Una brutta storia di VNC

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Siccome le lezioni a scuola sono particolarmente interessanti, un paio di settimane fa una fava si è divertita ad andare su un sito porno (o più probabilmente di loghi e suonerie) ed ha tirato giù un dialer.

Né il potentissimo antivirus che protegge la nostra rete né l’altrettanto potente firewall (entrambi Norton) hanno potuto niente contro di questo, così il tutto si è trasformato in una mega-infezione di massa che ha contagiato (sembra) tutti i computer della scuola.

I tecnici così sono stati costretti a smettere di leggere Il Tirreno e darsi da fare per ripulire i computer uno per uno. Un lavoraccio, lo riconosco.

Da quel giorno si è stabilito un regime dittatoriale, nel quale per andare su Internet bisogna chiedere il “permesso” mentre i tecnici hanno mano libera per spiare continuamente gli studenti, utilizzando quel dannato RealVNC.

Tralasciando l’impatto che ha quel programma sui nostri Pentium III 1GHz con 128Mb di RAM, con Windows 2000 e due programmi Symantec aperti, viene da chiedersi QUANDO e QUANTO possano questi tecnici permettersi di spiare a destra e a manca. Mai sentito parlare di privacy?

A dirla tutta mi sembra una vergogna che delle persone vengano pagate per spiare la gente con VNC (dato che vengono spiati anche 6-7 computer per volta, una cosa che non sarebbe possibile gestire se chi la compie non facesse esclusivamente quello).

Oltretutto i tecnici non si fanno scrupoli nel caso di immissione di dati personali o sensibili (ricorderete quando videro il numero della mia carta di credito): leggono form, password in chiaro, caselle di posta elettronica, cronologie e quant’altro. Anzi, l’eccessiva lentezza dei computer mi spinge a pensare a volte alla presenza di un keylogger.

Così oggi, mentre stavo lavorando ad un prontuario HTML/CSS da utilizzare alle lezioni di informatica, mi trovo il computer invaso da un tecnico che mi chiude tutte le finestre e si mette a fare una ricerca su Google per testare il sistema di bloccaggio di parole chiave (sì, c’è anche quello).

Quell’icona di VNC è rimasta “nera” fino alla fine dell’ora. Intanto negli altri computer vedevo che i miei compagni di classe – dimostrando ancora una volta una spiccata intelligenza – si erano fatti spiare mentre navigavano su alcuni siti da me suggeriti, e che adesso erano finiti bloccati.

Fortuna che tra tre mesi sono fuori da questo ambiente bambinesco. Si spera, dopo, di essere trattato come un adulto.

 

Qualcuno che mi stava spiando

Il fascino del format / Un nuovo virus?

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Ebbene sì, dopo 11 mesi mi sono detto che non potevo più andare avanti al ritmo di un freeze ogni 20 minuti e così ho preso l’ardua decisione.

Come se non bastasse, mentre backuppavo i dati, mi son trovato un file sospetto che si apriva ad ogni avvio. Questo file poi faceva partire in background Firefox, connettendosi a emulaking.no-ip.org sulla porta 3604.

Su VirusTotal il file veniva identificato come HEUR/Crypted da AntiVir e suspicious da Fortinet, mentre tutti gli altri antivirus non lo indicavano come infetto (infatti NOD32, antivirus da 40€/anno, mi ha lasciato tranquillamente infettare…).

Non sono stato più di tanto ad ammattire su questo virus semi-sconosciuto, tanto dovevo formattare. Non ho guardato cosa trasferisse a emulaking.no-ip.org, non me lo sono nemmeno salvato (quindi non saprei dire se adesso viene rilevato come virus da altri antivirus). Mi sono limitato a segnalarlo alla Eset e su Hijackthis.de prima di formattare. Occhi aperti comunque!

Insomma, giovedì e venerdì mi ci son messo di buzzo bono e ho spianato a zero la partizione con Windows. Ho voluto cambiare un po’ di musica, e ho installato questi programmi:

  • Raxco PerfectDisk trial al posto di O&O Defrag 8.5. Ero stanco di alcune anomalie del programma O&O, perciò voglio provare questo tool più famoso (anche se mancante di alcune funzionalità chiave, tipo il defrag automatico in background).
  • Firefox 2 al posto di Firefox 1.5. Soddisfattissimo del risultato, mi dà impressione di essere molto più stabile rispetto all’1.x.
  • Winamp al posto di QCD. Nonostante avesse un’equalizzazione perfetta per la musica elettronica, QCD era ormai troppo indietro rispetto a Winamp sotto tutti gli aspetti: dal supporto dei programmi esterni alla gamma di plug-in.
  • Office System 2007 beta al posto di Office 2003. Un grande passo avanti nell’estetica della suite di Microsoft per l’ufficio. Dovrò studiarla bene per capire se, oltre alla “faccia”, hanno cambiato qualcosa anche nel “corpo”.

Il sistema ora è una scheggia e sono contentissimo. L’unico rimpianto è che mi sono perso l’episodio settimanale di R.A.W., perché ierisera non è andata in onda la replica su ETN. Ma è ben poco rispetto alla soddisfazione di avere un sistema veloce e stabile…

Frozen Bubble mania

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In classe siamo tutti drogati per “quel giochino dei pinguini e delle palline che scoppiano”.

Il gioco di Guillaume Cottenceau fu scoperto cinque anni fa in una *nix-box sperimentale in uno dei laboratori a scuola, quando i tecnici di laboratorio non avevano ancora perso del tutto il lume della ragione e non gli era ancora venuto in mente di soppiantare tutti gli altri sistemi operativi con Windows 2000 Professional (su Pentium III 1GHz con 64MB di SDRAM!).

Riscoperto in terza, quando incaute ricerche Googoliane fecero trovare il port in Java di Glenn Sanson, e da quel giorno combattuto strenuamente dai tecnici di laboratorio stessi. Accusato da loro di essere solo una distrazione che allontana dagli insegnamenti delle professoresse, fu bloccato tramite router, facendo puntare il sito di Glenn ad un indirizzo inesistente della LAN.

Solo che fu bloccato solo il sito di Glenn, che non è certamente il solo ad ospitare quella semplice applet Java. Così il gioco è continuato nei siti più disparati, utilizzando anche il port in Flash nei computer in cui è possibile.

Ho avuto così l’idea di creare una nostra versione di Frozen Bubble, con tanto di classifica, in modo da creare avvincenti mega-tornei di Frozen Bubble quando c’è economia.

In un paio di pomeriggi ho sistemato l’applet, i collegamenti col database MySQL e i vari script per la classifica. Dopodiché è stato sottoposto a strenue sessioni di debug da parte di Cristina, la campionessa pistoiese di Frozen Bubble: una volta verificato il funzionamento, è stato pubblicato su questo sito in modo che fosse universalmente raggiungibile.

La classe ha apprezzato e già si sono registrati i primi punteggi. Al momento, il “mio” Frozen Bubble è l’unico italiano con il supporto della classifica e del “Where am I?”, ovvero l’applet per la ricerca dei propri punteggi in classifica.

Ringrazio Glenn per l’aiuto e per il suo fantastico lavoro.

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