Ti ricordi di quando ti chiedevo di guardare e riguardare le diapositive del tuo viaggio di nozze?
Ti ricordi di quando ti facevo arrabbiare perché andavo male a matematica?

E quando mi chiedevi, tutte le volte che mi sentivi starnutire, se mi ero ammalato.
E quando mi consolavi per i miei capricci, sia da piccolo che da grande.

E’ anche in questi piccoli ricordi che non ti dimenticherò mai, mamma. Sei stata forte, mamma, hai avuto una resistenza incredibile. E so che hai resistito per noi. Se ci hai lasciato oggi a mezzogiorno e non ieri notte, come avevano detto i dottori, so che l’hai fatto per me, per il tuo figlio Pietro, per la tua figlia Alessandra, per il tuo sposo Fausto, per il tuo babbo Pietro e per la tua mamma Rita. Hai voluto, di nuovo, per l’ultima volta, dimostrarti più forte del male che avevi in corpo.

Il male che nonostante il nostro amore, le nostre preghiere, gli anni di chemioterapia, i numerosi interventi che hai affrontato, non sei riuscita a sconfiggere. Maledetto, hai straziato la mia povera mamma… cosa aveva fatto di male, la mia povera mamma? Era bellissima. Con i suoi capelli folti, il suo sorriso sincero, i suoi occhi grandissimi, le sue labbra spesse…

So che ierisera volevi dirmi quanto tu tieni a me. Inarcavi le sopracciglia, mi fissavi con gli occhi, mi volevi dire tante cose. So che avresti voluto accarezzarmi e rispondere a ciò che ti ho detto. Ma tu non ci riuscivi… e io, stupido, faticavo ad interpretare i tuoi ultimi movimenti… ti ho fatto del male, forse. Ma stai tranquilla, mamma, io so ciò che tu volevi dirmi, so che volevi toccarmi. Stai tranquilla, perché è come se tu l’avessi fatto per davvero.

Scusami se a volte ti ho deluso o se ti sei sentita ignorata. Scusami se non ho fatto abbastanza. Scusami se ieri sono stato con te, anche se tu non volevi che io ti vedessi in quello stato. Ma non ce l’ho fatta a non starti vicino, almeno fino a quando il cuore mi ha retto.

Mamma,
sei stata la migliore mamma dell’universo.

Non ho più lacrime.