Moralisti all’attacco: questo disegno di legge illustra una proposta di legge “bacchettona” per chi frequenta siti a luci rosse.

Enrico Nan, deputato di Forza Italia (ultimamente molto attento alle “problematiche” di Internet con “ciccio” Urbani e il suo Editto di Sanremo), dall’alto dei suoi studi notarili, ha capito tutto di psicologia e di informatica, ed ha elaborato un disegno di legge illuminante. Cito (notare “INTERNET” scritto tutto maiuscolo):

ARTICOLO 2

1. E`vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale.
2. Ai siti di cui al comma 1 si può accedere solo dopo avere autocertificato la propria maggiore età e avere fatto espressa richiesta di accesso.
3. I siti di cui al comma 1 non possono essere pubblicizzati.

ARTICOLO 4

1. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 1 e all’articolo 3 è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 1.000 a euro 10.000.
2. Chiunque vıola le disposizioni di cui all’articolo 2 è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.

Il disegno di legge di Nan circola già assiduamente in rete, benché risalga a soli 10 giorni fa, ormai anche sotto aspetto di catena di Sant’Antonio (sotto il titolo “La fine di Internet”… evidentemente certi contenuti sono l’ossigeno di certi internauti). Diamo una lettura seria a questi articoli.

L’unica cosa buona che Nan ha azzeccato sono quelle parole in cui dice che l’utente deve fare esplicita richiesta di accesso ai siti porno. Potrebbe essere una buona pensata contro popup, dialer, pubblicità e troiai vari che ti propinano seni e sederi in qualsiasi sito ti colleghi.

Per il resto non c’è niente di buono. Il comma 1 dell’art. 2 è del tutto inapplicabile e irrealizzabile, in quanto si dovrebbero chiudere circa 20 milioni di siti Internet Italiani. Oltre al fatto che basterebbe visitare un qualsiasi sito estero per non trovare nessuna restrizione d’accesso. La scelta della stessa frase “è vietato consentire il libero accessoè veramente triste.

L’articolo 4 propone pene severissime sì, ma per i gestori dei siti web che non si adeguassero alla normativa. Gli altri soggetti punibili sono due: chi non autocertifica la propria età e… chi non è maggiorenne. Che nel 99% dei casi è nullatenente e, perciò, non punibile con nessuna ammenda, oltre ad essere incapace di intendere e di volere (secondo la legge italiana).

Difficile non vedere lo zampino del mondo cattolico in questo disegno di legge.