Archivio di ottobre, 2006

3msc

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Non ho potuto fare a meno di notare questa “perla” affissa sul muro degli spogliatoi in palestra..

3msc?

Complimenti per l’originalità, sperando che la xenofobia non c’entri niente.

Instabilità scolastica

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Nei laboratori informatici a scuola le cose stanno andando a rotoli. I nostri competentissimi tecnici hanno a che fare con una serie di computer particolarmente bizzosi checontinuano a dare queste carinissime schermate blu in stile Windows 2000 post-moderno.

BSOD Einaudiano

 

Protip: INACCESSIBLE_BOOT_DEVICE vuol dire che dovete cambiare l’hard disk e smettere di comprare Maxtor.

Italia e Cina più vicine: presto la censura dei siti a luci rosse

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Moralisti all’attacco: questo disegno di legge illustra una proposta di legge “bacchettona” per chi frequenta siti a luci rosse.

Enrico Nan, deputato di Forza Italia (ultimamente molto attento alle “problematiche” di Internet con “ciccio” Urbani e il suo Editto di Sanremo), dall’alto dei suoi studi notarili, ha capito tutto di psicologia e di informatica, ed ha elaborato un disegno di legge illuminante. Cito (notare “INTERNET” scritto tutto maiuscolo):

ARTICOLO 2

1. E`vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale.
2. Ai siti di cui al comma 1 si può accedere solo dopo avere autocertificato la propria maggiore età e avere fatto espressa richiesta di accesso.
3. I siti di cui al comma 1 non possono essere pubblicizzati.

ARTICOLO 4

1. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 1 e all’articolo 3 è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 1.000 a euro 10.000.
2. Chiunque vıola le disposizioni di cui all’articolo 2 è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.

Il disegno di legge di Nan circola già assiduamente in rete, benché risalga a soli 10 giorni fa, ormai anche sotto aspetto di catena di Sant’Antonio (sotto il titolo “La fine di Internet”… evidentemente certi contenuti sono l’ossigeno di certi internauti). Diamo una lettura seria a questi articoli.

L’unica cosa buona che Nan ha azzeccato sono quelle parole in cui dice che l’utente deve fare esplicita richiesta di accesso ai siti porno. Potrebbe essere una buona pensata contro popup, dialer, pubblicità e troiai vari che ti propinano seni e sederi in qualsiasi sito ti colleghi.

Per il resto non c’è niente di buono. Il comma 1 dell’art. 2 è del tutto inapplicabile e irrealizzabile, in quanto si dovrebbero chiudere circa 20 milioni di siti Internet Italiani. Oltre al fatto che basterebbe visitare un qualsiasi sito estero per non trovare nessuna restrizione d’accesso. La scelta della stessa frase “è vietato consentire il libero accessoè veramente triste.

L’articolo 4 propone pene severissime sì, ma per i gestori dei siti web che non si adeguassero alla normativa. Gli altri soggetti punibili sono due: chi non autocertifica la propria età e… chi non è maggiorenne. Che nel 99% dei casi è nullatenente e, perciò, non punibile con nessuna ammenda, oltre ad essere incapace di intendere e di volere (secondo la legge italiana).

Difficile non vedere lo zampino del mondo cattolico in questo disegno di legge.

Specializzazione, si salvi chi può

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Oggi è arrivata in classe una lieta novella: da lunedì a scuola riprenderanno i corsi di specializzazione.

Cosa sono? Ve lo spiego io: professionisti pagati dalla Scuola perché ci vengano a fare 6 ore settimanali di “approfondimento”, “specializzazione”, “orientamento” e una serie di altri nominativi importanti che francamente non ricordo ma che esprimono tutto il contrario di ciò che realmente accade.

Perché chi arriva è gente che non ha la benché minima preparazione come insegnante e perciò o si impone con metodi hitleriani e assegna chili e chili di robe da studiare, oppure si fa sopraffare da quella vena di anarchismo presente in tutte le classi e durante le sue ore l’aula si trasforma in un dormitorio-scannatoio-piazzadelmercato.

Oltre a queste lezioni scolastiche bisogna fare uno stage ogni anno: ti spediscono in aziende della provincia (a volte quasi a loro insaputa) dove ti vedono più come un rompipalle che un apprendista bisognoso di attenzione. Così ti mettono a fare lavori illustri tipo l’imbustatore di lettere (chiamiamoci General Correspondency Manager), il fotocopiatore 24/7 (Copying Department Grand Manager) o il pulitore d’archivi (Archive Cleaning and Unpowdering Responsable).

Il corso ha un tetto minimo di ore di presenza, che nessuno in 2 anni è stato ancora in grado di spiegarci quanto realmente sia. Chi dice il 20% delle ore totali, chi dice 50 ore, chi dice 100, chi scarica la domanda ad un altro che ne capisce meno di lui, insomma un gran casino in pieno stile Einaudi.

Sotto quell’oscuro tetto non è possibile dare l’esame di specializzazione valido per ricevere un attestato alla fine della scuola. Bisogna dire che vale veramente la pena fare più di 900 ore di sbattimento, per poi alla fine avere un foglio con scritto “Tizio Caio ha fatto un corso riconosciuto solo a livello provinciale su come dormire in classe“.

Essendo quindi i corsi non molto invitanti, capita spesso che qualcuno se ne resti a dormire a casa – perché in classe è scomodo. Solo che c’è quel problema delle assenze che nessuno sa quanto siano. Per risolvere questo annoso problema ho inventato questa comoda e economica carta per la ricarica!

 

 

Ricarica da 50 ore di specializzazione

Disponibile in vari tagli da 10, 25 e 50 ore, ognuna con un diverso dirigente scolastico (in quella da 50 vediamo il grosso grande Preside), permette di recuperare in modo semplice e veloce le ore di corso perse. Sono un genio, merito il Nobel.

Il Prodi Rap e il vilipendio delle istituzioni

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L’intervento di Prodi del 28 settembre scorso alla Camera dei Deputati è ormai diventato il tormentone ufficiale dell’autunno 2006. Chiamato a riferire sul caso Telecom, Prodi non riesce a parlare a causa delle proteste dei deputati di destra che urlano e gli inveiscono contro. Prodi così si ritrova imbarazzato e si rimette al sostegno del Presidente Bertinotti, di Rutelli e di Chiti.

Un anonimo musicante ha appunto trasformato questo episodio in un videoclip rap, che ora circola inarrestabile via Bluetooth da aula scolastica ad aula scolastica, di cui si parla in tutti i forum, che su YouTube ha 10.000 visite e che perfino Il Giornale, il TG5 e il TG2 lo hanno menzionato.

Proprio il TG2, dopo la trasmissione del video, è stato accusato da quattro parlamentari di sinistra (Migliore del PRC, De Petris dei Verdi, Montino dei DS e Merlo della Margherita) di aver addirittura vilipeso le istituzioni!

Il vilipendio è quel reato che scatta quando si offendono istituzioni particolarmente “sacre” per l’identità del paese (ad es. la bandiera, le forze armate, il Presidente della Repubblica…). In Italia vige anche il reato di vilipendio della religione.

Non si capisce dove sussista questa grandissima offesa: se fossi stato uno di quei deputati mi vergognerei per aver usato una parola come “vilipendio” per una sciocchezza del genere.

In barba al vilipendio, questo è il video su YouTube. Creativo, non c’è che dire.

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