Galaxy S III vs. iPhone 4S: quale scegliere? Merita cambiare?

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Breve premessa: la mia storia “telefonica” è fatta di un continuo ricambio di terminali, effettuato ogni circa 6/12 mesi. Dopo tanti bui anni di telefoni con Windows Mobile (quando gli smartphone erano prodotti di nicchia, e non oggetti modaioli in mano ai bimbiminkia), ho posseduto prima un iPhone 4, poi un iPhone 4S. Adesso ho acquistato un Galaxy S3 (S III, GT-i9300, chiamatelo come vi pare), ingolosito dal mondo Android.

Dopo una ventina di giorni di comparazione e di convivenza, vi scrivo quelle che sono le mie impressioni. Siccome ci tenevo a farmi un’idea mia, mi sono tenuto alla larga da forum, siti di news e siti di fanboy.

L’articolo è lungo, quindi apritelo a pagina intera.

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Adobe Flash Player 13.x in italiano e stand-alone (senza installer)

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Adobe ha di nuovo modificato gli indirizzi di download della versione stand-alone di Flash Player – ovvero privo di McAfee Security Scan Plus, di Adobe Downloader/Installer, di Google Chrome e di tutti gli altri software inutili.

Inoltre, questa versione è installabile off-line, cioè senza bisogno di connessione ad Internet attiva.

Come sempre, la versione è ufficiale e viene scaricata direttamente dai server Adobe.

Questi sono i link validi per la ultima versione, la più recente ad oggi:
Scarica Adobe Flash Player 13, Internet Explorer
Scarica Adobe Flash Player 13, Firefox e altri browser

Prendete nota che, se usate Windows 8 con Internet Explorer 10, Flash è integrato nel browser e non è necessario aggiornarlo – esattamente come in Google Chrome.

Modifica 10/04/2014: link aggiornati con versione 13.x.

Guida: accendere un computer da remoto utilizzando FreeNAS o NAS4Free

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Chi ha sempre valutato di acquistare un NAS, non può non essersi confrontato con quella che è la soluzione più semplice e più “godereccia” per noi smanettoni. FreeNAS, ed il suo recente fork NAS4Free che ha ereditato la branch della gloriosa release 0.7.x, sono un ottimo modo per trasformare un vecchio computer o un computer assemblato low cost in un potente server casalingo e per piccoli uffici.

La distribuzione di FreeNAS/NAS4Free è molto completa, e anzi comprende strumenti che probabilmente pochi utenti hanno necessità di usare (uno su tutti, LCDproc). Sembra invece che diverse funzionalità più richieste siano snobbate dagli sviluppatori: una di queste è il Wake-On-LAN (WOL di seguito), ovvero la possibilità di inviare – badate bene, inviare, non ricevere – magic packets dal server NAS4Free verso altri computer della LAN, di modo da accenderli.

Dopo qualche tribolazione ho trovato il modo sicuro e testato affinché questo sia possibile. Vediamolo insieme.

Prima un breve cenno sulla mia configurazione attuale:

  • Computer HP DX2200 con Intel Pentium 4 3.40GHz e 2 GB RAM
  • Scheda di rete Realtek RTL8169 1000BASE-T
  • NAS4Free 9.0.0.1.83 x86 installato in full
Un paio di premesse:
  • Chiaramente i computer che desiderate svegliare devono avere il Wake-On-LAN attivo sia da sistema operativo che da BIOS. In Windows, questo si fa spuntando tutte le caselle in Gestione dispositivi > click destro sulla scheda di rete > Proprietà > Risparmio energia. Il BIOS è molto hardware-dependent: in taluni BIOS potreste trovare l’opzione diretta per attivare o disattivare il WOL, in altri il WOL si attiva intrinsecamente abilitando il power on da dispositivi PCI e/o PCI-E (se avete una scheda madre Asus, questo è il vostro caso). Se non riuscite a capire se avete attivato o meno il WOL sui vostri computer di “destinazione”, lasciate un commento indicando la vostra configurazione: cercherò di aiutarvi.
  • Deve esserci una infrastruttura di rete sicura ed affidabile: router e switch devono essere ovviamente accesi, non ci devono essere firewall non configurati o mal configurati che bloccano il transito di magic packets, non devono essere attive stupide opzioni di risparmio energetico sulle porte della LAN, evitate il wifi se possibile, ecc.
Partiamo:
  1. Innanzitutto, attivate il demone SSH dall’interfaccia web di NAS4Free (Servizi > SSH > check su Abilita > Salva e riavvia);
  2. Da Quixplorer o da un qualsiasi client SSH (FlashFXP, WinSCP e simili) create una nuova cartella su uno dei vostri hard disk (quindi all’interno della “cartella” /mnt/{nomedelvostromount}/) chiamandola come più vi piace. Per immediatezza suggerisco “wol”. Ad esempio, io ho creato la cartella “wol” sul mio punto di mount (cioè hard disk) “mount1″, ottenendo così il percorso:
    /mnt/mount1/wol
  3. Assegnate alla cartella tutti i permessi in lettura, scrittura ed esecuzione (da Quixplorer dovete fare click sulla colonna “Perm’s” e spuntare tutto, su altri client visuali generalmente si fa con click destro > Permessi o click destro > CHMOD).
  4. Collegatevi con PuTTY (o altro client SSH) al vostro NAS, inserendo l’IP del vostro NAS. Loggatevi come utente root. Se non avete cambiato nulla, la password è quella con cui accedete al pannello di amministrazione web di NAS4Free.
  5. Cambiate directory, posizionandovi nella cartella appena creata, utilizzando il comando cd. Nel mio caso, ho eseguito il comando: 
    cd /mnt/mount1/wol
  6. Adesso scaricate i pacchetti dalla repository ufficiale di BSD per la vostra versione. I pacchetti sono wol e gettext, i comandi da lanciare, nel mio caso, sono stati:

    fetch ftp://ftp.freebsd.org/pub/FreeBSD/ports/i386/packages-9-stable/devel/gettext-0.18.1.1.tbz
    fetch ftp://ftp.freebsd.org/pub/FreeBSD/ports/i386/packages-9-stable/net/wol-0.7.1_2.tbz

    Ho sottolineato i386 e 9 perché questi sono i due parametri che variano a seconda del vostro ambiente. Se avete installato NAS4Free x64, dovrete sostituire i386 con amd64. Se avete installato FreeNAS, che si basa su FreeBSD 7.x e non su FreeBSD 9.x, dovrete sostituire il 9 con un 7.

  7. Estraetequanto appena scaricato lanciando questo comando:
    tar -xf *.tbz
  8. Infine dobbiamo aggiungere la pathdove abbiamo appena installato WOL all’elenco di folder con script eseguibili. Sostituite la vostra path a quella del comando qui sotto, avendo cura di conservare il /lib finale:
    ldconfig -m /mnt/mount1/wol/lib

L’installazione e la configurazione è conclusa. Passiamo ad analizzare il comportamento del comando wol.

Il comando wol supporta (fortunatamente) ben pochi parametri, ed è documentato in maniera piuttosto chiara:

Usage: wol [OPTION] ... MAC-ADDRESS ...
Wake On LAN client - wakes up magic packet compliant machines.

    --help          display this help and exit
-V, --version       output version information and exit
-v, --verbose       verbose output
-w, --wait=NUM      wait NUM millisecs after sending
-h, --host=HOST     broadcast to this IP address or hostname
-i, --ipaddr=HOST   same as --host
-p, --port=NUM      broadcast to this UDP port
-f, --file=FILE     read addresses from file FILE ("-" reads from stdin)
    --passwd[=PASS] send SecureON password PASS (if no PASS is given, you
                    will be prompted for the password)

Each MAC-ADDRESS is written as x:x:x:x:x:x, where x is a hexadecimal number
between 0 and ff which represents one byte of the address, which is in
network byte order (big endian).

PASS is written as x-x-x-x-x-x, where x is a hexadecimal number between 0
and ff which represents one byte of the password.

Come potete quindi desumere, il comando da lanciare sarà il seguente:

wol --host={ip} --port={portadellamacchina} --verbose {macaddressdasvegliare}

Ad esempio:

wol --host=192.168.0.255 --port=9 --verbose FE:FF:FF:FF:FF:FF

Come potete vedere non ho inserito l’IP della macchina che desidero svegliare, bensì l’ultimo IP della mia LAN. Questo è un comportamento soggettivo: alcuni computer si sveglieranno inserendo l’IP del computer stesso (ad es. 192.168.0.2), altri inserendo l’ultimo IP della LAN (ad es. 192.168.0.255, come nel caso di prima), altri addirittura inserendo l’ultimo IP della subnet (ovvero 255.255.255.255). In tutta sincerità non ho investigato sul perché di questo fatto, ma vi basti sapere che le utility WOL “serie” mandano tre volte il magic packet, una volta per ognuno degli IP che vi ho indicato, per essere certi che il comando arrivi effettivamente a destinazione.

L’output di WOL dice semplicemente che il pacchetto è stato inviato, quindi l’utente non ha un responso immediato che gli indichi se il computer di destinazione si sia effettivamente acceso. Quindi, fate tutti i test necessari in rete locale per verificare se i computer si accendono. Sicuramente avrete qualche computer dove vi siete dimenticati di attivare il WOL nel BIOS o in Windows, ed altri dove qualsiasi tentativo andrà a vuoto: in tal caso la scheda di rete probabilmente non supporta WOL e dovreste sostituirla (non servo io per dirvi che bastano 10 euro per prendere un’ottima scheda di rete 1000BASE-T).

Allora, ci siete riusciti? :)

Adobe Flash Player 11.2 senza installer

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ATTENZIONE – QUESTA VERSIONE NON È LA PIÙ AGGIORNATA. Scarica Adobe Flash Player 11.3.

Adobe ha rilasciato la versione 11.2 del proprio Flash Player.

Questi sono i link diretti alle installazioni, prive di download manager, barre di McAfee, installer di Google Chrome e amenità varie. Non è necessario essere collegati ad Internet per installare Flash Player se si usano queste installazioni.

Dalla versione 11, Adobe include ufficialmente anche la versione a 64 bit del proprio plug-in. Se non sapete quale versione installare sul vostro sistema, provate dapprima con gli installer a 64-bit.

I collegamenti rimandano direttamente ai server Adobe per il download, quindi il plug in è ufficiale al 100%.

Installer a 64 bit:
Scarica Adobe Flash Player 11.2, 64 bit, Internet Explorer
Scarica Adobe Flash Player 11.2, 64 bit, Firefox e altri browser

Installer a 32 bit:
Scarica Adobe Flash Player 11.2, 32 bit, Internet Explorer
Scarica Adobe Flash Player 11.2, 32 bit, Firefox e altri browser

Per ulteriore chiarezza:

  • L’installer a 64 bit si installa solo su sistemi a 64 bit, ed installa i plug-in sia a 32 bit, che a 64 bit.
  • L’installer a 32 bit si installa sia sui sistemi a 32 bit, che su quelli a 64 bit, ma installa i plug-in solo a 32 bit.

Ciao!

Adobe Reader X Lite in Italiano, versione 10.1.0.534

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Uscito il 15 novembre 2010, Adobe Reader X è la versione più recente del popolare visualizzatore di PDF.

Dalla versione 7.x in poi, Adobe ha preso il bruttissimo vizio di caricare eccessivamente il suo visualizzatore includendo decine di estensioni per le funzioni più disparate, oltre a piazzare svariati collegamenti pubblicitari e banner dei suoi prodotti a pagamento. Adobe Reader (che un tempo portava il nome anche del “fratello” Acrobat, che aggiunge la possibilità di creare e modificare i file PDF) diventò quindi uno dei più fulgidi esempi di bloatware, cioè di software essenziale nato con una funzione specifica caricato di amenità fino a renderlo pesante e sgradevole.

C’è da ammettere che nella versione X sono stati fatti notevoli passi in avanti: sono spariti i banner e gli unici collegamenti che si vedono sono quelli ai servizi di Acrobat.com. Tuttavia, rimango dell’idea che un visualizzatore dovrebbe avere un’interfaccia più pulita possibile, priva di qualsiasi collegamento, bottone o toolbar inutile. Da questo presupposto, ho deciso di creare una versione Lite del più blasonato dei visualizzatori PDF.

Questi i principali cambiamenti rispetto alla versione originale:

  • Rimossi i plug-in inutili, ovvero quelle estensioni che molto raramente vengono utilizzate dall’utente, ma che Reader installa e carica ad ogni avvio del programma. Rimuovendoli, si riducono di circa il 50% i tempi di apertura del programma; inoltre, si riduce l’esposizione a potenziali vulnerabilità di sicurezza insite nei plug-in stessi;
  • Disabilitati tutti i collegamenti e i bottoni dei servizi di Acrobat.com, sia nei menu che nella schermata iniziale. Inoltre, è stato rimosso il pulsante “Condividi” in alto a destra nella schermata principale;
  • Disabilitato il link ad Adobe Digital Editions;
  • Disabilitato il controverso “programma di miglioramento del prodotto Adobe, con il quale Adobe raccoglie svariati dati sull’utente, compreso il suo indirizzo IP: l’utente stesso non può visualizzare i dati raccolti, solo Adobe conosce il contenuto di questa trasmissione;
  • Quando si apre un PDF nel browser, verrà proposto se aprire o salvare il documento – questa funzione è abilitata su tutti i browser supportati da Reader, vale a dire Internet Explorer, Chrome e Firefox.

Qui sotto potete vedere qualche immagine del programma installato.

Ho testato il pacchetto su una decina di computer con sistemi e configurazioni differenti, e tutto funziona a meraviglia. Aspetto i vostri commenti qui sotto! :)

Una nota importante per quanto riguarda gli aggiornamenti. Avendo ripacchettizzato l’installer, non è assicurato che gli aggiornamenti attraverso Adobe Update funzionino correttamente. Ho testato che il primo aggiornamento, alla versione 10.1.1, si installa correttamente, ma non c’è alcuna garanzia che quelli successivi lo faranno. Gli aggiornamenti sono molto importanti, perché solitamente risolvono problemi di sicurezza. Per ragioni di tempo, non sarò in grado di creare una versione “Lite” di ogni aggiornamento, pertanto valutate bene se questo pacchetto fa al caso vostro. In caso contrario, vi consiglio di scaricare il pacchetto ufficiale di Adobe Reader dal sito FTP di Adobe, bypassando così qualsiasi installazione aggiuntiva richiesta dal sito ufficiale.

 

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